Formazione

5
Gen

Cosa ci ha insegnato Paolo Rossi. Il suo pensiero applicato al business ed alla vita privata

Il campione ed il suo sogno – tratto da una storia vera

Data astrale dicembre 2020, è successo l’impossibile.

No, non è La voce del capitano James Kirk, che aggiorna il diario di bordo dell’Enterprise, ma potrebbe tranquillamente esserlo, considerando le apocalittiche e surreali situazioni con le quali abbiamo dovuto convivere in questo periodo.

Nonostante la pandemia, anche in questo anno, per troppi da dimenticare, ci troviamo a fare i conti con i nostri cari buoni propositi.

È il periodo dei nuovi obiettivi, in campo personale e professionale.

Ma quest’anno come si fa, come si può parlare di produttività, quando sono venute a mancare tutte le certezze?

Einstein affermava che nei momenti di crisi nascono le grandi opportunità.

In questo 2020 sono venuti a mancare una serie di personaggi, vere icone, del cinema, del teatro, della musica e dello sport.

Uno su tutti, mi ha segnato, e rattristato particolarmente, come se fosse uno di famiglia.

Paolo Rossi.

Campione del mondo, nel mitico mondiale 1982, pallone d’oro. Campione sul campo, ma soprattutto uomo vero.

Un simbolo, per la caratura morale, rimasto umile nonostante abbia vinto tutto quello che fosse possibile vincere.

Ma la vita, come ben sappiamo non è fatta solo di successi.

E Pablito, è stato anche l’emblema di forza e determinazione, contro tutto e tutti, per la sua voglia di non mollare mai, ed affrontare mille sfide sempre a testa alta, credendoci

sino alla fine.

I vari infortuni al ginocchio, l’ingiusta squalifica di due anni, avrebbero annientato chiunque, non lui.

Paolo Rossi, diventato il simbolo di un Italia che cercava di ricostruirsi dalle macerie lasciate dagli anni di piombo.

La storia ci insegna che anche nei periodi più bui, c’è sempre un modo per far tornare la luce.

Cosa possiamo fare per rendere più produttivo il 2021?

È fondamentale, prima di tutto focalizzarsi su chi vogliamo essere, e su cosa sia veramente importante per noi. Per far questo, dobbiamo iniziare a pensare in maniera differente, allontanando determinate convinzioni che non ci permettono di focalizzarci sulle cose veramente importanti.

E sappiamo bene che quando una “scusa” è radicata in noi, trovare soluzioni diventa impresa ardua.

Nel mio libro “una nave chiamata azienda”, faccio una panoramica su quegli aspetti che in azienda, ma non solo, possono limitarci nell’attività di focus, programmazione e pianificazione.

In questo contesto, ne cito una su tutte:

Abbiamo sempre fatto cosi

La frase attribuita a Grace Murray Hopper, ancora oggi “infesta” le stanze dei bottoni di molte aziende Italiane.

È il primo ostacolo, il primo blocco al cambiamento.

La paura di sbagliare .

Ma non puoi pretendere di ottenere risultati diversi, facendo sempre le stesse cose, ed oggi più che mai, dobbiamo imparare a guardare a 360°, ed in maniera differente.

Perciò da dove partire?

Il giorno che ho appreso della scomparsa di Paolo Rossi, ho guardato il documentario “Paolo Rossi – Il campione è un sognatore che non si arrende mai” , e sono rimasto colpito da una sua frase, che vi riporto:

Non importa da dove veniamo o da quale condizione politica sociale o familiare, l’importante è dove vogliamo arrivare, quello che vogliamo fare nella nostra vita. Dovete credere nei vostri sogni, nel sogno della vostra vita, e fatelo con passione, con coraggio e con rispetto.

Perciò, prima di pensare a cosa vuoi ottenere, pensa a chi vuoi essere, il resto è solo una conseguenza.

E non aver paura di sbagliare, perché è la strada giusta per raggiungere il successo.

Invece di pensare all’errore come incapacità, inizia a guardarlo come esperienza, come un modello di apprendimento.

E se è vero che ognuno di noi, ha dentro di se tutte le risorse per affrontare qualsiasi esperienza o sfida, spero che queste righe, ti possono fornire l’opportunità per fermarti a riflettere, e capire chi vuoi essere nel 2021 e nella vita.

Ti lascio con la frase a me molto cara:

Studia, sperimenta, sbaglia, impara, cresci, crea opportunità.

Buon 2021 a tutti

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3
Ott

Le telefonate a freddo sono morte !

Telefonate a freddo si, telefonate a freddo no.

Esistono varie scuole di pensiero. Chi si schiera a favore e chi contro.

Bhè , il mio pensiero è noto, perlomeno a chi ha preso parte a qualche mio corso di formazione, oppure letto il mio libro :

I 3 Livelli della vendita, dal primo contatto, alla fidelizzazione del cliente. 

 Tra i vari sostenitori del si, troviamo Jeb Blount, esperto Americano di vendita, CEO di Sales Gravy Inc.

Cosa può unire me ad un esperto internazionale ?

La risposta è semplice : punti di vista differenti.

Questo mese, infatti, sulla rivista Millionaire, potete trovare un articolo che parla di questo argiomento, ancora molto sentito da parte dei venditori.

 

Nel numero di ottobre, potete trovare l’articolo completo, dove vengono evidenziate le differenze ed i punti di forza, pro e contro.

Vorrei giusto chiarire alcuni aspetti, visto che nell’articolo vengono elencati alcuni dati.

Ovviamente non sono “sparati” a caso, ma sono estrapolati da uno studio.

 

 

 

 

Nel 2011, la Baylor University del Texas, ha effettuato uno studio su 160 venditori. Di questi solo 50 sono riusciti nell’obiettivo, entro le 2 settimane previste.

Ma vediamo un po’ di dati:

 Totale telefonate: 6264

  • Di queste il 72%, non ha ricevuto alcuna risposta, se non un “freddo” no.
  • Il restante 28% ha generato 19 appuntamenti.

Quindi 1 appuntamento ogni 330 chiamate.

 Visitati i clienti, i venditori son riusciti a chiudere 4 contratti, ovvero il 20%.

Ricapitolando 4 contratti con 6264 chiamate, ovvero 1 ogni 1566 telefonate.

Direi che c’è poco da aggiungere.

 

Qualcuno potrà dire, ma questo è uno studio Americano, in Italia è diverso.

E’ vero in Italia, potrebbe scostarsi di poco, perché a differenza dell’America, dove una volta che ti fissano un appuntamento, c’è rispetto per il venditore.

In Italia, c’è la malsana abitudine di non farsi trovare, di dimenticarsi, e questo perché non si ha il coraggio di dire no, o perché l’operatore è stato troppo insistente e petulante.

Se proprio vogliamo usare il telefono, per promuovere la nostra azienda, e i nostri prodotti, facciamo previa azione di marketing.

Ma mai con contatti freddi presi da una lista, in una determinata zona, dove il venditore e/o l’azienda non ha fatto alcuna azione di qualificazione o sviluppo preventivo.

Visti i dati, se proprio dobbiamo lavorare con contatti freddi, perché perdere tempo per ottenere dei risultati veramente scarsi, meglio il porta a porta.

Se vuoi approfondire questo argomento e trovare nuove strategie per rendere la tua attività efficace, clicca qui :

I 3 Livelli della vendita, dal primo contatto, alla fidelizzazione del cliente. 

16
Ott

Elite Academy, una visione diventata realtà

Nel marasma della Consulenza Aziendale, è nata una “piccola stella” che sta illuminando il cammino di professionisti ed imprenditori.

Elite Academy

Da quasi due anni collaboro in qualità di Sell Coach con l’Azienda Elite Academy.

formazione elite academy

Una realtà giovane ed unica nel suo genere.

Per me è un grande onore ed un piacere lavorare con persone oltre che professionisti, dal gran cuore. Qualità molto rara in questo ambiente.

Per conoscere meglio Elite Academy, vi invito a leggere quest articolo pubblicato sul mio blog personale :

Elite Academy, quando la visione fa la differenza

3
Set

Sardegna Country presenta : Aperitivi formativi

Ci siamo, terminata l’estate è tempo di bilanci.

Ritrovare la forma persa, riprendere le energie, stabilire i nuovi obiettivi.

Sardegna Country propone una serie di Aperitivi formativi, dove parleremo di :

Raggiungi i tuoi obiettivi

Comunicare Efficacemente

Prenota il tuo posto, invia una mail a Sardegna Country

Se vuoi avere un’anteprima di cosa parleremo il 6 ottobre  :

GUARDA IL VIDEO

Vi aspetto per riprendere in mano ciò che da troppo tempo vorremo realizzare ma …….